Cinnamon roll cake

Lievitati, Prima Colazione

Ammetto di avere una corposa lista di ricette pescate in qua e in la ancora da provare, sono li che aspettano di essere realizzate e ogni tanto mi chiamano con le loro vocine sommesse. Dal blog di Enrica Panariello ne ho salvate tantissime. In altri post ho parlato di lei che è fra le mie foodblogger preferite: amo il suo stile nel presentare le ricette e trovo spesso affinità di gusto con quello che propone. Troppo tempo senza realizzare un lievitato non ci posso stare e, proprio quando ero incerta se realizzare una bella torta di rose oppure un pane morbido, ecco che mi si presenta questa meraviglia davanti agli occhi. Ho ceduto all’impulso irrefrenabile e sono partita per questa dolcissima avventura culinaria. La ragione non mi è nota ma riconosco di essere attratta dalle composizioni a spirale, o comunque circolari, questo lievitato personalmente lo trovo affascinante 🙂 Non poteva che essere anche meravigliosamente buono.

Perciò vi invito a provare la ricetta perfetta di Enrica che trovate qui io lo eseguita alla lettera, seguendo la lievitazione, senza fretta. Perchè, se c’è una cosa che ho imparato, è che i lievitati hanno bisogno di essere assecondati, osservati e coccolati dal tepore delle nostre case.

Provate, condividete e siate portatori di buonumore sempre!

Poppy

I love Burger Buns (seconda versione)

Lievitati, lievitatisalati

Ormai sono diventati un appuntamento settimanale imprescindibile. Dopo aver fatto e rifatto la ricetta buonissima di Marilisa ,dal suo blog “Madame Gateau” (vedere post) la mia curiosità mi ha portato come sempre a spaziare e a non fermarmi al primo tentativo anche se riuscitissimo. Così atterro sul blog di Enrica, Chiarapassion, che seguo da tantissimo tempo e dal quale prendo spesso spunto per ricette della tradizione napoletana veramente al 🔝.

Adoro Enrica, il suo blog è pieno di colore, infonde allegria e positività. Inutile dire che le sue ricette sono sempre spiegate al meglio e spesso accompagnate da video che mostrano la semplicità della realizzazione. Ho scoperto che la sua ricetta per i Burger Buns è cliccatissima così ho chiaramente deciso di provarli e il risultato l’ho amato immediatamente, parenti e amici ringraziano per questa scoperta!

Sono veloci e si possono impastare anche a mano, ma ricordiamoci sempre che la pazienza è fondamentale per ottenere un buon risultato. Veloce o lunga che sia la preparazione, l’attenzione e la pazienza sono alla base di un buon risultato. Ci vuole amore, che a mio parere, andrebbe messo in ogni cosa che si fa …perciò ecco qui la mi ricetta per una vita più felice : dedichiamoci alle nostre azioni quotidiane con più amore e anche quelle che facciamo malvolentieri diventeranno sempre più piacevoli.

La ricetta dei Burger Buns spiegata passo passo da Enrica invece eccola qui

Ci leggiamo presto e nel frattempo…

Provate, condividete e siate portatori di buonumore sempre!

Poppy

Cinnamon and Apple Rolls

Lievitati, Prima Colazione

Adoro la cannella. E’ decisamente la mia spezia preferita. Il suo profumo suscita in me dolci ricordi di infanzia legati ad una certa spolverata che era solito mettere mio padre sulla pasta con la ricotta. Abbinamento strano che allora non riuscivo a comprendere ma che adesso di tanto in tanto utilizzo anche io volentieri.

Inutile dire che adoro anche l’impasto delle brioche con tutti i profumi che porta con se durante la lavorazione, nella lievitazione e dopo la cottura.

Con il passare degli anni mi accorgo di aver perduto molti ricordi, anche importanti probabilmente e penso a quante volte mi sono fermata un istante e mi sono detta che non avrei mai voluto dimenticare quel momento. Ho pensato spesso di tenere una specie di diario dei miei ricordi e dei pensieri che a volte escono fuori dal nulla , ma mai purtroppo sono riuscita a mantenere il mio proposito. Il desiderio di fermare l’attimo però ritorna sempre.

Per realizzare queste girelle profumate ho utilizzato la ricetta di Paoletta Sersante che troverete dettagliatissima qui . Ho aggiunto soltanto le mele al ripieno dopo averle spadellate con un paio di cucchiai di zucchero di canna.

Per me, quando gli odori dei dolci in forno si diffondono per casa, allora sì che è il caso di dire che questa è” Casa”.

Vorrei davvero che i miei figli ricordassero di me e di questa casa il profumo buono del cibo genuino come quello che questi dolcetti sprigionano che ha in se come un qualcosa di magico. Magia che al primo morso si trasmette al sapore e alla consistenza di nuvola.

Perciò vi consiglio di provare a prepararli per i vostri cari e lasciarvi abbracciare dalle sensazioni così come questo impasto abbraccia e contiene tanta dolcezza e fragranza.

Provate,condividete e siate portatori di buonumore sempre!

Poppy

Fall

citazioni, letture, pictures, raccontare, Senza categoria

” Lloyd, perché secondo te le foglie diventano gialle d’autunno?”

“Credo che sia per non far provare agli alberi la nostalgia del sole d’estate sir”

“Ma poi cadono…”

” Non sono loro che cadono, ma gli alberi che le lasciano andare, sir”

“Perché Lloyd?”

“Perché gli alberi sono saggi,sir. E sanno che il sole tornerà”

” E con loro anche foglie nuove. Vero Lloyd?”

“Esattamente,sir”

Vita con Lloyd – Simone Tempia

Le Tortine alla Zucca ( con Nutella)

colazione, Desserts

L’autunno è arrivato, facendosi aspettare un po’e adesso stiamo godendo finalmente dei suoi colori. Sono diverse le similitudini che l’autunno porta con se, quando ero piccola vedevo questa stagione come il momento in cui la natura lentamente moriva lasciandosi andare ad un profondo silenzio per poi esplodere di nuovo di colore in primavera. Non mi piacevano le sensazioni che tutto ciò mi faceva provare, mi sentivo anch’io un po’ triste e malinconica. E poi l’autunno portava con se l’inizio della scuola, che era insieme traumatico ed emozionante per me. Era la contrapposizione di qualcosa di bello che finiva e di qualcosa di impegnativo che stava per iniziare. Con il tempo ho fatto mio il piacere di mettermi alla prova, abbandonando un po’ le insicurezze che provavo allora anche se non del tutto. Negli anni ho mutato il mio modo di vedere questo periodo dell’anno che è sì foriero di diverse cose considerate non proprio piacevoli , come i primi freddi, le pioggerelline e la scuola ma che è anche il passaggio fondamentale per la natura per poi rinascere fra qualche mese. E’ il momento dell’anno in cui mi posso abbandonare alla malinconia, ma anche a ricercare motivazioni. E’ una fine ma anche un inizio.

L’autunno è arrivato con la sua frutta e verdura che non vedevo l’ora di cucinare. Alla prima occasione ho fatto scorta di zucca. Ho imparato da adulta quanto mi piace e quanto sia versatile. Pasta zucca e salsiccia è diventata uno dei nostri piatti preferiti e , fino a quando è periodo, appare in tavola con cadenza settimanale. Ringrazio mia suocera per avermi fatto assaggiare questa combinazione, semplice e gustosa che mi ha fatto riscoprire un sapore che evidentemente nella mia vita non avevo ancora apprezzato abbastanza.

Per realizzare queste tortine ho utilizzato la ricetta del mio blog preferito, sempre loro Fables de Sucre. Le camille alla zucca hanno un gusto delizioso, somigliano alle classiche “camille” che sono a base di carote ma che in questa versione sono sostituite dalla zucca, con lo stesso facilissimo procedimento. Ho usato degli stampini diversi, non la classica forma a semisfera, ero curiosa di vedere il risultato e devo dire che mi è piaciuto. Ho ottenuto delle mini ciambelline che nel loro foro potevano ospitare un piccolo frutto per esempio, oppure un ciuffetto di crema. Quando devo pensare a come arricchire i dolci per renderli ancora più appetibili agli occhi dei miei bimbi immediatamente la Nutella compare nella mia mente e così un ciuffetto di Nutella ha reso tutto ancor più goloso e bimbi e marito hanno spazzolato via tutto in tempi brevi .

In questo strano autunno, dove dobbiamo stare attenti a rispettare le regole di prevenzione per la diffusione di questo virus che ci tiene sotto scacco da quasi un anno, vi invito a riscoprire il piacere di un buon libro o di una serie tv seduti in poltrona, sotto una calda coperta… magari gustando un dolcetto o bevendo una tisana calda. Intanto lasciatevi trasportare anche un po’ dalla malinconia, ma non troppo, quel che basta per capire che lasciare andare alcune cose serve a far spazio ad altre che avranno ancor più valore.

Provate, condividete e siate portatori di buonumore sempre!

Poppy

La Torta di Compleanno

Desserts, raccontare, Senza categoria, Torte di compleanno

Il mio ragazzo ha compiuto 11 anni. Il tempo sembra passato così veloce come un treno ad un passaggio a livello, inesorabile ha trasformato il mio frugoletto irrequieto in un ragazzino digitalizzato dal carattere un pochino spigoloso. So che come genitori stiamo per affrontare un periodo assai faticoso e che dovremmo cercare di bilanciare la severità e la dolcezza ma io lo guardo e vedo sempre quel frugoletto che non voleva mai staccarsi da me. La torta di compleanno home made non poteva mancare neanche quest’anno e la torta per eccellenza, a casa mia, è sempre stata pandispagna, crema pasticciera e panna montata. Il pandispagna di solito è molto bagnato, la bagna aromatizzata alla vaniglia o al limone talvolta, per la crema uso sempre una ricetta che ho trovato sul blog Anice e Cannella dimezzando le dosi perché non me ne occorre mai così tanta e diminuendo un pochino lo zucchero. La panna rigorosamente fresca e montata con un pochino di zucchero a velo. Questo sapore è così familiare da riportarmi indietro a quando anche ai nostri compleanni, miei e di mio fratello, le torte erano fatte in casa, a quando si festeggiava da bambini a casa mia, che aveva tanto spazio per giocare all’aperto. E ci si poteva sbizzarrire con la fantasia in sfrenate cacce al tesoro o nascondini avventurosi e godere del sole primaverile e della natura.

Ecco come preparo una torta da 20 cm di diametro

Per la bagna:

g 300 di acqua

g 150 di zucchero

Scorza di limone bio ( edibile) intera ( solo la parte gialla) e un baccello di vaniglia aperto

Semplicemente porto a bollore l’acqua con lo zucchero con gli aromi all’interno. Poi filtro e lascio raffreddare.

Per il pandispagna:

5 uova

g 150 di zucchero

g 150 di farina

In planetaria rompo le uova e unisco lo zucchero. Lascio montare ad alta velocità fino a che non raggiungono una bella consistenza spumosa e triplicano il volume. Anche con il frullino elettrico si può raggiungere una buona montata ma ovviamente ci vuole un po’ di pazienza.

Aggiungo poi la farina setacciata direttamente nella ciotola della planetaria, a poco a poco mescolando dal basso all’alto con una spatola, facendo attenzione a non smontare il composto e fino a che non sia bene amalgamato il tutto.

La teglia che uso per il pan di Spagna è una teglia apposita come questa. Dopo averla imburrata, verso il composto e pongo in forno statico a 180 gradi per circa 35 minuti . Passato questo tempo il pandispagna comincerà a staccarsi dai bordi della teglia e possiamo aprire il forno per la prova stecchino.

Per la crema pasticciera

Solitamente mentre le uova si montano mi dedico alla crema:

Ingredienti:

200 ml di panna fresca

300 ml di latte fresco

1 /2 baccello di vaniglia

2 uova intere

40 gr. di amido di mais

120 gr. di zucchero

1 pizzico di sale

Procedimento:

Metto in un pentolino il latte, la panna e il baccello di vaniglia aperto o la scorza di limone e porto quasi a bollore.

Nel frattempo in un altro pentolino sbatto bene le uova con lo zucchero e il pizzico di sale. Aggiungo la maizena e mescolo ancora un po’, poi aggiungo il latte tutto di un colpo.

Rimetto a fuoco bassissimo mescolando sempre con una frusta a mano. Spengo quando la crema si è addensata bene.

Quando le basi sono fredde, taglio il pandispagna in tre strati e mi dedico alla composizione: per bagnare il pandispagna utilizzo una bottiglia apposita che dispone di un tappo con tanti piccoli fori, a mo di annaffiatoio così l’operazione è più veloce e il liquido si sparge uniformemente. Bagno e farcisco con la crema il primo strato, pongo sopra il secondo, bagno e farcisco di nuovo, abbondantemente. Pongo infine l’ultimo strato e bagno nuovamente. A questo punto monto la panna, in planetaria o con il frullino con due o tre cucchiai di zucchero a velo. Ricopro la torta con uno strato piuttosto leggero e passo la spatola poi inserisco quella rimasta nella sac a poche e mi cimento nelle decorazioni. Non sono proprio un granché con la sac a poche ma ogni volta ci provo e il risultato, anche se non precisissimo, risulta soddisfacente.

Preparo sempre le torte la sera prima una notte in frigo fa sì che i sapori si mescolino bene. Questa è la nostra torta di famiglia, niente elaborazioni, niente preparazioni complesse, facile e veloce. Aggiungo un po’ di colore con le smarties in ricordo di quel cucciolo che barcollava per casa con una palla tra i piedi, più grande di lui, la stessa palla che anche oggi non lo abbandona mai.

Come sempre vi invito a provare e soprattutto a festeggiare i vostri cari con gioia.

Provate, condividete e siate portatori di buonumore sempre!

Poppy

Frugoletto con l’amata palla

La Torta Salata senza glutine

gluten free, Torte salate

Sono una persona molto fortunata. Fra le tante cose belle che la vita mi ha riservato fino ad ora posso di certo annoverare una serie di incontri che poi si sono tramutati in amicizie preziose. Succede che i rapporti cambino nel tempo, così come cambiamo noi, possono rinsaldarsi oppure svanire. La vicinanza o lontananza fisica è un fattore importante per la solidità dei rapporti ma non indispensabile secondo me, tant’è che, con alcune persone non ci vediamo per anni ma sembra sempre tutto uguale quando succede di incontrarsi. Le persone più vicine a me nel quotidiano però sono quelle che sono pronte a sostenermi sempre e che stanno al passo con i ritmi della mia vita e io della loro. Succede che alcuni gesti cambino l’amicizia in ” famiglia” e questo è quello che mi è accaduto: il giorno in cui Vincenzo mi ha chiesto di fargli da madrina ho accettato di buon grado, piena di orgoglio per il ragazzo che sta diventando. Il mio ragazzo è celiaco ed ecco che non potevo che sperimentare di tanto in tanto anche ricette gluten free. Lui è una buona forchetta ed un perfetto assaggiatore, ho quindi sottoposto questa mia preparazione al suo giudizio: “Squisita” così mi ha riferito, quindi non resta che provarla anche spaziando con la fantasia per le varianti del ripieno. Ecco come l’ho preparata:

Dose per una teglia da crostata da 22 cm. Consiglio vivamente di usare uno stampo con il fondo estraibile come questo perchè il guscio tenderà a sbriciolarsi.

Brisè al grano saraceno:

g 250 di farina di grano saraceno

g 125 di burro freddo

1 uovo

g 5 di sale

ho unito tutti gli ingredienti nella ciotola della planetaria con il gancio a foglia ho lasciato che si amalgamassero e ho finito di compattare con le mani. Ho Messo il tutto a riposo in frigo per un’ora.

Si può procedere anche a mano ovviamente, ci vorrà un po’ più di pazienza.

Ripieno:

g 350 di spinaci cotti

g 180 di ricotta

g 50 di grana grattugiato

qualche foglia di basilico

sale

pepe noce moscata a piacere (io non li ho messi)

ho aggiunto g 30 di prosciutto cotto a dadini

Dopo aver cotto gli spinaci in padella con un filo d’olio, e se volete ,uno spicchio di aglio, (io non l’ho messo) li ho lasciati raffreddare un po’ e poi li ho uniti al resto degli ingredienti nel mixer tenendo a parte i cubetti di prosciutto. Ho lasciato che si unissero bene fino ad avere una consistenza cremosa.

A questo punto ho estratto la pasta brisé dal frigo e l’ho lasciata ammorbidire a temperatura ambiente 10 minuti. L’ho stesa delicatamente con il mattarello e l’ho messa nella teglia leggemente imburrata , purtroppo questa brisè non resta compatta e tende a spezzarsi, ma una volta nella teglia, delicatamente con le dita, ho ricomposto il fondo.

Ho versato sopra il ripieno cremoso e sparso i cubetti di prosciutto sulla superficie.

Ho infornato a 180° statico ( forno già caldo) per 45 minuti circa. Lasciare raffreddare completamente prima di rimuovere il fondo con molta delicatezza.

Vincenzo ha gradito questa versione ma vorrei proporgliene altre con gusti diversi, accetto volentieri suggerimenti. Io qualche idea ce l’ho già … ma questa è un’altra storia.

Provate, condividete e siate portatori di buonumore sempre!

Poppy

La Ciambella al Limone

Desserts, Prima Colazione, raccontare

C’è stato un tempo in cui scrivevo. Scrivevo più che altro poesie che erano il frutto dei miei viaggi dentro, scavando nei pensieri, talvolta nelle sofferenze in cui mi crogiolavo quale giovane ragazza in preda alle passioni. Le poesie sono state una costante per me, fino dall’infanzia, quando mio nonno me le recitava tenendomi in braccio, ripetendo all’infinito affinché memorizzassi in momenti di una tenerezza impareggiabile. Alla scuola materna, dalle suore, imparai prima del tempo a leggere e a scrivere e a recitare poesie. Da più adulta ho amato le poesie di Prévert, di Hikmet e poi della Merini. La poesia è un modo stupendo di manifestare al mondo la propria sensibilità e, talvolta, la parte più intima dell’animo.

Mi piacciono le manifestazioni artistiche del nostro essere, in qualsiasi loro forma. Seguo con passione e ammirazione chiunque riesca ad esprime la propria parte interiore attraverso le arti o le abilità in generale. Ovviamente gli artisti di professione mi affascinano particolarmente per le loro spiccate doti ma adoro seguire le persone comuni che si lanciano nell’ esporre il proprio essere. Trovo che sia importante comprendere chi siamo veramente, fermandoci ogni tanto per dedicarci ad una ricerca “intimista “ credo faccia bene, credo rigeneri.

Dopo queste mie divagazioni, vorrei proporre questa deliziosissima ciambella al limone. Trovo l’utilizzo degli agrumi nei dolci qualcosa di eccezionale, donano aroma e un sapore delicato e naturale alle preparazioni. Il limone, ricorda il sud, il mare e il sole che, nonostante l’estate stia per terminare, ancora scalda prepotentemente le giornate. Saluto l’estate così, con questa morbida e profumatissima ciambella, adatta alla colazione e alla merenda espressione del mio breve viaggio “intimista” di questi giorni, in cui ho raccolto le idee sul mio futuro prossimo e gettato le basi per un nuovo inizio. Garantisco che troverete la poesia nel sapore delicato di questo dolce eseguito secondo questa ricetta . Ho utilizzato questo stampo al quale sono molto affezionata e che trovo veramente insostituibile, ne possiedo solo uno di questa marca ma sono certa che sia il primo di una collezione!

Auguro un buon viaggio dentro di se a chi mi legge e ricordate …

Provate, condividete e siate portatori di buonumore sempre!

Poppy

La Crostata senza burro

crostate, Prima Colazione, raccontare

Finalmente sono in piena ripresa dopo i miei problemini di salute. Il dentista può attendere ancora un po’ (ma non troppo!) perché la causa del mio dolore era un’altra. In questo periodo storico è complicato curarsi e se aggiungiamo che i miei sintomi inizialmente erano confusi il risultato è una guarigione tardiva.

Nonostante io abbia ancora qualche piccolo disturbo, durante il giorno mi ritrovo piena di energia e con tanta voglia di realizzare. Avevo voglia di fare una crostata ma anche di sperimentare qualcosa di mai fatto da me prima. Avevo anche voglia di realizzare un dolce rustico che oltre che buono fosse anche bello, con delle decorazioni, come ne sto vedendo tantissime sul web. Devo ammettere che il mio amore per le crostate è un amore genuino. Il profumo della pasta frolla mi riporta indietro nel tempo, fino all’infanzia. Devo anche ammettere che se esiste un profumo al mondo che io adoro è proprio quello della pasta frolla, quando è ancora cruda pronta per essere stesa con il matterello ed emana un aroma di limone o vaniglia che mescolati al burro e alla farina sono un mix inebriante.

Normalmente impasto la frolla velocemente a mano o in planetaria, con il burro, zucchero, farina, uova e aromi (scorza di limone ma anche semi di vaniglia) Compatto e lascio riposare un’ora in frigo o anche tutta la notte. Questa volta volevo provare la pasta frolla senza burro e mi sono affidata alla ricetta trovata qui sostituendo lo zucchero semolato con g 150 di zucchero integrale di canna. Amo questo tipo di zucchero, l’ho provato una volta per dolcificare e non l’ho più mollato, trovo che dolcifichi al punto giusto arricchendo di sapore le bevande. Nei dolci lo avevo usato solo un’altra volta, per una torta di mele rustica. Si spiega così il colore scuro di questa crostata che, garantisco, non è troppo cotta ma deliziosamente fragrante e dolce al punto giusto con un retrogusto di rustico che era proprio quello che cercavo. Ho usato marmellata di albicocche senza zuccheri aggiunti, un barattolo acquistato che avevo in casa ma mi sono subito pentita di non aver usato quella fatta in casa da mia mamma, avrebbe dato un tocco in più di casalingo e mi avrebbe spinto ancora più indietro nel passato, nei ricordi dell’infanzia quando andavo a prendere le conserve nello stanzino fuori, chiuso con un vecchio lucchetto e una spranga di ferro rugginosa.

E a voi cosa fa tornare indietro nel tempo? Una canzone, una fotografia che vi capita per le mani per caso, un profumo o un odore particolare….

Se vi va raccontatemi. Provate la crostata, condividetela e siate portatori di buonumore sempre!

Poppy

I Pancakes Giapponesi

Prima Colazione, raccontare, Senza categoria
Japanese Pancakes

Una brutta infezione ad un dente mi ha costretta a casa questa settimana. Oltre al dolore atroce ho avuto una lieve alterazione della temperatura per 4 giorni. Da ieri pomeriggio la febbricola è scomparsa a poco più di metà della cura e finalmente oggi mi sento quasi del tutto in forma. Adesso mi preparo psicologicamente ad affrontare il dentista: una delle mie fobie.

Questi giorni passati a ciondolare in casa mi sono serviti, oltre che a riposarmi e a trascorrere tempo con i miei figli, a dedicarmi ad alcune riflessioni. Soprattuto su me stessa, su chi sono e su come vorrei migliorarmi, su quello che mi piace veramente e su quello che invece continuo a fare solo per senso del dovere. Sono sempre stata molto introspettiva ma con l’età avevo un po’ accantonato questo aspetto del mio carattere, così come tante altre cose come la mia passione per la lettura e per il personale arricchimento culturale.

Ho deciso di tornare a studiare. Ho sempre pensato all’istruzione universitaria come una grossa lacuna nella mia vita e ho sempre dato la colpa al lavoro se non ho portato a termine gli studi al mio primo tentativo…tutte scuse.

Riprenderò praticamente da zero un corso di studi che mi pare molto stimolante e allo stesso tempo molto affine ai miei interessi e capacità. Mi auguro davvero di portarlo a termine, non importa quanto tempo ci metterò, non importa se dovrò rinunciare ad alcuni aspetti della mia vita sociale per incastrare studio, lavoro e impegni familiari. Ormai è deciso. Le mie capacità organizzative saranno messe a dura prova così come la mia tenacia, ma sono ottimista e desiderosa di iniziare.

Certamente fra i miei incastri non potrà mancare la cucina, quasi come un premio per il mio impegno infilerò in qua e in là qualche nuova ricetta da provare. Non potrei farne a meno!

Dopo tanto riflettere finalmente ho deciso che era il momento di provare questi favolosi Pancakes Giapponesi. Sono delle tortine morbide, deliziose da farcire con nutella (e non solo) adatte alla prima colazione. La ricetta di Lucake che ho seguito riporta anche le istruzioni per creare dei coppapasta artigianali, io mi sono servita di due in metallo dal diametro di 10 cm, imburrandoli spesso. Per la cottura ci vuole un po’ di pazienza e bisogna saper dosare bene la fiamma, così come per i pancake classici (in effetti io temo di averli cotti troppo!). Bastano un paio di minuti a fiamma moderata per ciascun lato, in cottura devono essere coperti dopo avere aggiunto, in un lato della padella, qualche goccia d’acqua per creare vapore. Io ne ho cotti un paio per volta. Devo dire che sono venuti carini e buoni, ma non sono soddisfatta al cento per cento perciò questa ricetta è stata annoverata fra quelle da ripetere.

Erano così carini che è stato facile renderli il soggetto delle mie esercitazioni fotografiche. Dopodiché sono stati spazzolati a colazione da tutta la mia ciurma.

Tornando brevemente alle mie riflessioni di questi giorni ho notato, nel parlare con le persone a me vicine, che questo anno è stato per alcuni o forse per molti, un anno di introspezione. Abbiamo avuto modo e tempo per riscoprire vecchie passioni o riflettere sui propri obbiettivi, in alcuni è nata una necessità impellente di ” sistemare ” le proprie vite… e voi? Se vi va raccontatemi……e come sempre…..

Provate, condividete e siate portatori di buonumore sempre!

Poppy