Ciambella al latte condensato

merenda, Prima Colazione, raccontare

Devo ammettere che adoro mettermi alla prova, trovo che le piccole sfide aggiungano un po’ di pepe all’andamento spesso piatto delle mie giornate. Per questo sono stimolata dalla voglia di provare a realizzare alcune cose, che si tratti di cucina o meno, che sembrino abbastanza complesse. Penso che ai giorni d’oggi basti un po’ di curiosità, pazienza e un pochino di manualità per poter riuscire a fare più o meno tutto;la risposta è sempre in rete, che sia un video tutorial oppure una spiegazione passo passo non mi stanco mai di scoprire, spesso semplicemente scorrendo un social network , nuove bellissime ricette da realizzare oppure dei ” fai da te” di ogni genere. Ho provato a realizzare molte cose, non sempre ottenendo risultati accettabili e ammetto di aver perso inesorabilmente alcune di queste sfide. Anche se non mi arrendo e la mia testardaggine mi spinge a provare e riprovare, sono giunta alla conclusione che esistano cose che non sono assolutamente alla mia portata e dalle quali finisco con il prendere le distanze. Ognuno di noi ha delle attitudini ed è bellissimo il momento in cui si riconoscono le proprie e ci si abbandona ad esse. Ammetto però di sentire sempre più spesso la necessità di ripararmi nel porto sicuro delle cose semplici che non richiedano molta applicazione e particolare attenzione, quasi come un ritorno alle basi, un salto indietro nel tempo a quando le nonne, la mia per prima, versava dosi a occhio e con una sbattuta e una mescolata tirava fuori una ciambella rustica e buona dal sapore più genuino che mai. Questa ricetta mi ha fatto pensare a quello “sbatti e mescola” un po’ a caso. Veloce e sorprendentemente buona questa ciambella ha la consistenza perfetta per l’inzuppo o per essere spalmata con Nutella per una merenda golosa. In un giorno in cui il vento muoveva le nuvole grigie lasciando intravedere il sole, l’ho preparata in fretta mentre la mia bimba raccoglieva qualche margheritina e me ne faceva dono. Quel piccolo fiore è secondo me l’emblema della semplicità e della spontaneità, la coincidenza mi è sembrata veramente interessante e l’abbinamento ciambella-margherita mi è parso veramente poetico tanto che ho scelto di immortalarlo in questi scatti.

Ricetta

Provate, condividete e siate portatori di buonumore sempre!

Poppy

Fall

citazioni, letture, pictures, raccontare, Senza categoria

” Lloyd, perché secondo te le foglie diventano gialle d’autunno?”

“Credo che sia per non far provare agli alberi la nostalgia del sole d’estate sir”

“Ma poi cadono…”

” Non sono loro che cadono, ma gli alberi che le lasciano andare, sir”

“Perché Lloyd?”

“Perché gli alberi sono saggi,sir. E sanno che il sole tornerà”

” E con loro anche foglie nuove. Vero Lloyd?”

“Esattamente,sir”

Vita con Lloyd – Simone Tempia

La Torta di Compleanno

Desserts, raccontare, Senza categoria, Torte di compleanno

Il mio ragazzo ha compiuto 11 anni. Il tempo sembra passato così veloce come un treno ad un passaggio a livello, inesorabile ha trasformato il mio frugoletto irrequieto in un ragazzino digitalizzato dal carattere un pochino spigoloso. So che come genitori stiamo per affrontare un periodo assai faticoso e che dovremmo cercare di bilanciare la severità e la dolcezza ma io lo guardo e vedo sempre quel frugoletto che non voleva mai staccarsi da me. La torta di compleanno home made non poteva mancare neanche quest’anno e la torta per eccellenza, a casa mia, è sempre stata pandispagna, crema pasticciera e panna montata. Il pandispagna di solito è molto bagnato, la bagna aromatizzata alla vaniglia o al limone talvolta, per la crema uso sempre una ricetta che ho trovato sul blog Anice e Cannella dimezzando le dosi perché non me ne occorre mai così tanta e diminuendo un pochino lo zucchero. La panna rigorosamente fresca e montata con un pochino di zucchero a velo. Questo sapore è così familiare da riportarmi indietro a quando anche ai nostri compleanni, miei e di mio fratello, le torte erano fatte in casa, a quando si festeggiava da bambini a casa mia, che aveva tanto spazio per giocare all’aperto. E ci si poteva sbizzarrire con la fantasia in sfrenate cacce al tesoro o nascondini avventurosi e godere del sole primaverile e della natura.

Ecco come preparo una torta da 20 cm di diametro

Per la bagna:

g 300 di acqua

g 150 di zucchero

Scorza di limone bio ( edibile) intera ( solo la parte gialla) e un baccello di vaniglia aperto

Semplicemente porto a bollore l’acqua con lo zucchero con gli aromi all’interno. Poi filtro e lascio raffreddare.

Per il pandispagna:

5 uova

g 150 di zucchero

g 150 di farina

In planetaria rompo le uova e unisco lo zucchero. Lascio montare ad alta velocità fino a che non raggiungono una bella consistenza spumosa e triplicano il volume. Anche con il frullino elettrico si può raggiungere una buona montata ma ovviamente ci vuole un po’ di pazienza.

Aggiungo poi la farina setacciata direttamente nella ciotola della planetaria, a poco a poco mescolando dal basso all’alto con una spatola, facendo attenzione a non smontare il composto e fino a che non sia bene amalgamato il tutto.

La teglia che uso per il pan di Spagna è una teglia apposita come questa. Dopo averla imburrata, verso il composto e pongo in forno statico a 180 gradi per circa 35 minuti . Passato questo tempo il pandispagna comincerà a staccarsi dai bordi della teglia e possiamo aprire il forno per la prova stecchino.

Per la crema pasticciera

Solitamente mentre le uova si montano mi dedico alla crema:

Ingredienti:

200 ml di panna fresca

300 ml di latte fresco

1 /2 baccello di vaniglia

2 uova intere

40 gr. di amido di mais

120 gr. di zucchero

1 pizzico di sale

Procedimento:

Metto in un pentolino il latte, la panna e il baccello di vaniglia aperto o la scorza di limone e porto quasi a bollore.

Nel frattempo in un altro pentolino sbatto bene le uova con lo zucchero e il pizzico di sale. Aggiungo la maizena e mescolo ancora un po’, poi aggiungo il latte tutto di un colpo.

Rimetto a fuoco bassissimo mescolando sempre con una frusta a mano. Spengo quando la crema si è addensata bene.

Quando le basi sono fredde, taglio il pandispagna in tre strati e mi dedico alla composizione: per bagnare il pandispagna utilizzo una bottiglia apposita che dispone di un tappo con tanti piccoli fori, a mo di annaffiatoio così l’operazione è più veloce e il liquido si sparge uniformemente. Bagno e farcisco con la crema il primo strato, pongo sopra il secondo, bagno e farcisco di nuovo, abbondantemente. Pongo infine l’ultimo strato e bagno nuovamente. A questo punto monto la panna, in planetaria o con il frullino con due o tre cucchiai di zucchero a velo. Ricopro la torta con uno strato piuttosto leggero e passo la spatola poi inserisco quella rimasta nella sac a poche e mi cimento nelle decorazioni. Non sono proprio un granché con la sac a poche ma ogni volta ci provo e il risultato, anche se non precisissimo, risulta soddisfacente.

Preparo sempre le torte la sera prima una notte in frigo fa sì che i sapori si mescolino bene. Questa è la nostra torta di famiglia, niente elaborazioni, niente preparazioni complesse, facile e veloce. Aggiungo un po’ di colore con le smarties in ricordo di quel cucciolo che barcollava per casa con una palla tra i piedi, più grande di lui, la stessa palla che anche oggi non lo abbandona mai.

Come sempre vi invito a provare e soprattutto a festeggiare i vostri cari con gioia.

Provate, condividete e siate portatori di buonumore sempre!

Poppy

Frugoletto con l’amata palla

La Ciambella al Limone

Desserts, Prima Colazione, raccontare

C’è stato un tempo in cui scrivevo. Scrivevo più che altro poesie che erano il frutto dei miei viaggi dentro, scavando nei pensieri, talvolta nelle sofferenze in cui mi crogiolavo quale giovane ragazza in preda alle passioni. Le poesie sono state una costante per me, fino dall’infanzia, quando mio nonno me le recitava tenendomi in braccio, ripetendo all’infinito affinché memorizzassi in momenti di una tenerezza impareggiabile. Alla scuola materna, dalle suore, imparai prima del tempo a leggere e a scrivere e a recitare poesie. Da più adulta ho amato le poesie di Prévert, di Hikmet e poi della Merini. La poesia è un modo stupendo di manifestare al mondo la propria sensibilità e, talvolta, la parte più intima dell’animo.

Mi piacciono le manifestazioni artistiche del nostro essere, in qualsiasi loro forma. Seguo con passione e ammirazione chiunque riesca ad esprime la propria parte interiore attraverso le arti o le abilità in generale. Ovviamente gli artisti di professione mi affascinano particolarmente per le loro spiccate doti ma adoro seguire le persone comuni che si lanciano nell’ esporre il proprio essere. Trovo che sia importante comprendere chi siamo veramente, fermandoci ogni tanto per dedicarci ad una ricerca “intimista “ credo faccia bene, credo rigeneri.

Dopo queste mie divagazioni, vorrei proporre questa deliziosissima ciambella al limone. Trovo l’utilizzo degli agrumi nei dolci qualcosa di eccezionale, donano aroma e un sapore delicato e naturale alle preparazioni. Il limone, ricorda il sud, il mare e il sole che, nonostante l’estate stia per terminare, ancora scalda prepotentemente le giornate. Saluto l’estate così, con questa morbida e profumatissima ciambella, adatta alla colazione e alla merenda espressione del mio breve viaggio “intimista” di questi giorni, in cui ho raccolto le idee sul mio futuro prossimo e gettato le basi per un nuovo inizio. Garantisco che troverete la poesia nel sapore delicato di questo dolce eseguito secondo questa ricetta . Ho utilizzato questo stampo al quale sono molto affezionata e che trovo veramente insostituibile, ne possiedo solo uno di questa marca ma sono certa che sia il primo di una collezione!

Auguro un buon viaggio dentro di se a chi mi legge e ricordate …

Provate, condividete e siate portatori di buonumore sempre!

Poppy

La Crostata senza burro

crostate, Prima Colazione, raccontare

Finalmente sono in piena ripresa dopo i miei problemini di salute. Il dentista può attendere ancora un po’ (ma non troppo!) perché la causa del mio dolore era un’altra. In questo periodo storico è complicato curarsi e se aggiungiamo che i miei sintomi inizialmente erano confusi il risultato è una guarigione tardiva.

Nonostante io abbia ancora qualche piccolo disturbo, durante il giorno mi ritrovo piena di energia e con tanta voglia di realizzare. Avevo voglia di fare una crostata ma anche di sperimentare qualcosa di mai fatto da me prima. Avevo anche voglia di realizzare un dolce rustico che oltre che buono fosse anche bello, con delle decorazioni, come ne sto vedendo tantissime sul web. Devo ammettere che il mio amore per le crostate è un amore genuino. Il profumo della pasta frolla mi riporta indietro nel tempo, fino all’infanzia. Devo anche ammettere che se esiste un profumo al mondo che io adoro è proprio quello della pasta frolla, quando è ancora cruda pronta per essere stesa con il matterello ed emana un aroma di limone o vaniglia che mescolati al burro e alla farina sono un mix inebriante.

Normalmente impasto la frolla velocemente a mano o in planetaria, con il burro, zucchero, farina, uova e aromi (scorza di limone ma anche semi di vaniglia) Compatto e lascio riposare un’ora in frigo o anche tutta la notte. Questa volta volevo provare la pasta frolla senza burro e mi sono affidata alla ricetta trovata qui sostituendo lo zucchero semolato con g 150 di zucchero integrale di canna. Amo questo tipo di zucchero, l’ho provato una volta per dolcificare e non l’ho più mollato, trovo che dolcifichi al punto giusto arricchendo di sapore le bevande. Nei dolci lo avevo usato solo un’altra volta, per una torta di mele rustica. Si spiega così il colore scuro di questa crostata che, garantisco, non è troppo cotta ma deliziosamente fragrante e dolce al punto giusto con un retrogusto di rustico che era proprio quello che cercavo. Ho usato marmellata di albicocche senza zuccheri aggiunti, un barattolo acquistato che avevo in casa ma mi sono subito pentita di non aver usato quella fatta in casa da mia mamma, avrebbe dato un tocco in più di casalingo e mi avrebbe spinto ancora più indietro nel passato, nei ricordi dell’infanzia quando andavo a prendere le conserve nello stanzino fuori, chiuso con un vecchio lucchetto e una spranga di ferro rugginosa.

E a voi cosa fa tornare indietro nel tempo? Una canzone, una fotografia che vi capita per le mani per caso, un profumo o un odore particolare….

Se vi va raccontatemi. Provate la crostata, condividetela e siate portatori di buonumore sempre!

Poppy

I Pancakes Giapponesi

Prima Colazione, raccontare, Senza categoria
Japanese Pancakes

Una brutta infezione ad un dente mi ha costretta a casa questa settimana. Oltre al dolore atroce ho avuto una lieve alterazione della temperatura per 4 giorni. Da ieri pomeriggio la febbricola è scomparsa a poco più di metà della cura e finalmente oggi mi sento quasi del tutto in forma. Adesso mi preparo psicologicamente ad affrontare il dentista: una delle mie fobie.

Questi giorni passati a ciondolare in casa mi sono serviti, oltre che a riposarmi e a trascorrere tempo con i miei figli, a dedicarmi ad alcune riflessioni. Soprattuto su me stessa, su chi sono e su come vorrei migliorarmi, su quello che mi piace veramente e su quello che invece continuo a fare solo per senso del dovere. Sono sempre stata molto introspettiva ma con l’età avevo un po’ accantonato questo aspetto del mio carattere, così come tante altre cose come la mia passione per la lettura e per il personale arricchimento culturale.

Ho deciso di tornare a studiare. Ho sempre pensato all’istruzione universitaria come una grossa lacuna nella mia vita e ho sempre dato la colpa al lavoro se non ho portato a termine gli studi al mio primo tentativo…tutte scuse.

Riprenderò praticamente da zero un corso di studi che mi pare molto stimolante e allo stesso tempo molto affine ai miei interessi e capacità. Mi auguro davvero di portarlo a termine, non importa quanto tempo ci metterò, non importa se dovrò rinunciare ad alcuni aspetti della mia vita sociale per incastrare studio, lavoro e impegni familiari. Ormai è deciso. Le mie capacità organizzative saranno messe a dura prova così come la mia tenacia, ma sono ottimista e desiderosa di iniziare.

Certamente fra i miei incastri non potrà mancare la cucina, quasi come un premio per il mio impegno infilerò in qua e in là qualche nuova ricetta da provare. Non potrei farne a meno!

Dopo tanto riflettere finalmente ho deciso che era il momento di provare questi favolosi Pancakes Giapponesi. Sono delle tortine morbide, deliziose da farcire con nutella (e non solo) adatte alla prima colazione. La ricetta di Lucake che ho seguito riporta anche le istruzioni per creare dei coppapasta artigianali, io mi sono servita di due in metallo dal diametro di 10 cm, imburrandoli spesso. Per la cottura ci vuole un po’ di pazienza e bisogna saper dosare bene la fiamma, così come per i pancake classici (in effetti io temo di averli cotti troppo!). Bastano un paio di minuti a fiamma moderata per ciascun lato, in cottura devono essere coperti dopo avere aggiunto, in un lato della padella, qualche goccia d’acqua per creare vapore. Io ne ho cotti un paio per volta. Devo dire che sono venuti carini e buoni, ma non sono soddisfatta al cento per cento perciò questa ricetta è stata annoverata fra quelle da ripetere.

Erano così carini che è stato facile renderli il soggetto delle mie esercitazioni fotografiche. Dopodiché sono stati spazzolati a colazione da tutta la mia ciurma.

Tornando brevemente alle mie riflessioni di questi giorni ho notato, nel parlare con le persone a me vicine, che questo anno è stato per alcuni o forse per molti, un anno di introspezione. Abbiamo avuto modo e tempo per riscoprire vecchie passioni o riflettere sui propri obbiettivi, in alcuni è nata una necessità impellente di ” sistemare ” le proprie vite… e voi? Se vi va raccontatemi……e come sempre…..

Provate, condividete e siate portatori di buonumore sempre!

Poppy

I panini per Hamburger

Lievitati, raccontare
Burger Buns

Da quando lavoro in hotel ,ormai da 13 anni, le feste rosse in calendario per me sono giorni di lavoro. Ammetto che fino ad ora è stata veramente dura poiché sin da piccola ho sempre visto questi momenti come occasioni da vivere in famiglia o con gli amici mangiando e bevendo in allegria. Per una come me, che ogni occasione è buona per fare una nuova ricetta, è stato davvero complicato conciliare le preparazioni con i turni di lavoro. Spero comunque di essere riuscita nell’intento di trasmettere ai miei figli il valore di queste feste…che poi, in fondo, per stare in famiglia e con gli amici va bene anche un giorno qualsiasi sul calendario, senza stare ad aspettare le feste comandate.

Quest’anno per Ferragosto io e la mia amica Gioia abbiamo pensato di vederci alla fine del mio turno di lavoro e consumare insieme alle nostre famiglie, una cena frugale all’aperto. Quando ho proposto di preparare i Burger Buns, Gioia non ha avuto dubbi sul fatto che avremo messo i vari condimenti in tavola, cotto gli hamburgers alla griglia e composto a piacere i nostri panini. La nonna ha anche preparato dei contorni di verdura al forno e alla griglia, semplici ma sempre ottimi e così la nostra Hamburgerata ha avuto veramente un gran successo.

Questi panini sono secondo me ottimi, ho già contagiato diverse amiche dopo aver elargito assaggi e ormai li faccio solo utilizzando questa ricetta . Questa volta ho rischiato di fondere la mia impastatrice 😅 perché ho messo dentro 3 dosi tutte insieme e ho finito per impastare a mano ma alla fine il risultato l’ho raggiunto lo stesso😊

Buona estate e mi raccomando … provate,condividete e siate portatori di buonumore sempre!

Poppy